chrome fichetto

Cool Chrome


chrome fichetto

Tra i guerrieri nella battaglia dei Browser, nel mio Pc <troneggia Chrome. Non esiste un motivo in particolare che mi porta a usarlo; a oggi lo ritengo veloce, dotato di una interfaccia essenziale, poco invasiva e sopratutto con migliaia di estensioni di ogni tipo, utili e inutili. Ovviamente è molto probabile che cambi idea nel prossimo futuro; nell’informatica non esiste nessun tipo di affetto, gli utenti sono alla continua ricerca di perfezione, velocità e performance, dimenticandosi dei  programmi obsoleti senza tante lacrime.
Generalmente le estensioni si installano per velocizzare un determinato lavoro, per migliorare le ricerche o la compilazione dei blog, visualizzare le immagini, eccetera. Io le uso per il puro e semplice cazzeggio di qualità.
Vediamo assieme quali stupendi gadget ho attaccato al mio stupendo browser, per renderlo ulteriormente stupendo.


 

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AdBlock e Adblock Plus.

Estensione quasi obbligatoria che ghigliottina senza pietà e senza sconti la maggior parte delle pubblicità invasive sulle pagine online. E’ chiaro che la pubblicità, spesso e volentieri, è l’unica fonte di guadagno di alcuni portali, però è anche vero che gli sponsor possono assaltare violentemente senza pietà, rallentando non di poco il peso delle pagine da caricare che, sulla mia connessione non molto agile, rallentano ulteriormente la navigazione.
La pubblicità è sempre stata l’anima del commercio però i “consigli per gli acquisti” ai giorni nostri sono uno spam invasivo che trasforma i siti in stanze pericolose, dove un click può fare scattare una trappola.
L’odiata e spietata estensione Adblock pulisce pagine dai volantini colorati, tendine animate, avvisi rumorosi, banner psichedelici che trasformano Internet in una Time Square digitale.
Questi sono alcuni imprevisti che vi possono capitare se navigate senza l’ausilio di Adblock:
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Multilogin: New Identity

Utile per aprire una nuova scheda con una nuova identità, all’interno dello stesso browser. E’ possibile aprire molteplici istanze in Chrome e usare più account di Social network, Blog, Email, Forum, Shop. Specialmente per Facebook Multilogin trova il suo utilizzo più superfluo, gestendo l’accesso di più utenti da utilizzare per scambiarsi doni e pacchi di cianfrusaglie digitali nei “videogame” social, con facilità e senza disturbare gli amici che oramai hanno bloccato tutte le vostre richieste.
Utile anche per inscenare finti rapporti con account fake di bellissime donne, utilizzati dal medesimo utente, tanto da sembrare un playboy con il fascino inspiegabile e riempire la bacheca di conversazioni simili a questa:
Account principale:”Stasera sono libero”
Account fake secondario di gnocca:”Tra mezzora a casa mia?, facciamo sesso!”
Secondo account fake di gnocca:”No, vieni da me che facciamo sesso e dopo giochiamo a Tombola”
Terzo account fake di gnocca orientale:”Se vieni da me, oltre a fare sesso estremo, ho anche la Wii-U”
Quarto account fake di Top Model:”Ragazze perché litigare? venite da me che facciamo un orgia e poi giochiamo a Mario Kart”
Solo la vostra fantasia è il limite per la creazione di altre farlocche conversazioni che, nonostante la loro natura grottesca, risulteranno sicuramente più piacevoli e interessanti dei post pseudo-filosofici e video “che possono cambiare la vita” pubblicati degli amici veri.
Ah, può essere anche utile a fini lavorativi gestendo più account di Email dello stesso provider, con lo stesso browser; però è una funzione seria e utile che non ho mai considerato.


turn the ligh offTurn Off The Lights 

Ovviamente non è un estensione che serve a spegnere la luce del Garage che dimenticate sempre accesa. Questa piccola ma geniale applicazione sfuma in nero i contenuti della pagina mentre si guarda un video su Youtube o su altri portali similari. E’ possibile configurare alcuni parametri e attivarlo ogni qual volta premete il tasto play o regolare una sorta di salvaschermo per spegnere le pagine del browser, se non si utilizzano per un determinato periodo di tempo. Specialmente chi ha un secondo monitor come me, può risultare amichevole, per non dire friendly.
“E’ un estensione inutile! Se io guardo un video su youtube lo metto a schermo intero perché amo vedere i filmati enormi in fullaccadi!” – Obietterà la maggior parte degli utenti, che sono anche quelli che guardano Netflix sul divano con il Tablet da 7 pollici, assieme a Bruce Willis.  Quindi, questa obiezione non la prendo in considerazione.
Fermo restando che non tutti i video sono degni di essere sparati a tutto schermo, Turn of the lights con la sua timida idea accontenta quella fascia di utenti che guarda distrattamente sul secondo monitor dei video, mentre con il primo finge di lavorare.



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Ghostery

Ghostery vede il web "invisibile" e rileva tracker, web bug, pixel e beacon presenti su pagine web e inseriti da Facebook, Google e da più di 500 altre reti pubblicitarie, fornitori di dati comportamentali ed editori web: tutte aziende interessate alle tue attività.

Basta la descrizione come incentivo per installarlo. Da quando lo uso Amazon ha smesso di chiedermi se desidero ancora comprare la bicicletta con le rotelle, perché nel 1987 ho visto nella vetrina di un negozio di biciclette “La Graziella”.


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4Chan X

Conoscete il sito 4chan? No? Meglio cosi, potete saltare questa sezione.
Questa image board inglese usata da migliaia di utenti anonimi (i cosiddetti Anon o Btards), ospita un quantitativo mostruoso di contenuti, pubblicati dagli stessi Anon che spaziano su qualsiasi argomento; dalla musica, al cinema, cucina, arte, porno e roba molto più audace che farebbe ribrezzo a un terrorista sanguinario.
Dentro questa mole catalogata di immagini, gif e Webm di varia natura, esiste una piccola percentuale, molto minuscola, di trovare qualche perla geniale. Alcune inevitabilmente escono dalla board per comparire sui Social. Nascono in questo portale dei quartieri bassi, attraverso un brianstorming degli utenti, dialogando tra loro con un gergo poco comprensibile per il resto dell’umanità.
4Chan X facilita il “lavoro” dei “lurkatori” che sono quegli utenti a cui non interessa una mazza di cosa si scrivono gli Anon e sono cerca contenuti multimediali per poi condividerli con gli amici o salvarli nella cartella:”Cazzate”.
L’interfaccia è intuitiva e anche se il numero delle opzioni inizialmente può disorientare, in poco tempo è possibile configurarlo come più si aggrada e scivolare nella board come un skateboarder sopra una ringhiera, prima di sfracellarsi.


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Freshstart – Gestore di Sessioni

Vi piace tenere aperte più schede, fregandovene del loro esoso costo in termini di memoria? Amate consultare gli stessi siti quotidianamente lasciando aperte le relative schede, senza chiuderle mai, perché ci siete molto affezionati e avete paura di perderli? Freshstart è quello che fa per voi. Pochi click e salvate la sessione aperta in quel momento, con tutte le schede aperte che volete, gli date un nome e potrete richiamare quella stessa sequenza di schede, quando volete. In questa maniera potrete cambiare in pochi secondi il tema dominante del vostro browser, da Full Social Network al paradiso della pornografia in streaming. L’unica pecca è che per ora non memorizza le schede bloccate e bisogna, ogni volta che si caricano, bloccarle nuovamente.
Però è un giusto prezzo da pagare se si ha paura di perdere la famiglia di pagine che ci aiutano, nel quotidiano, a combattere la noia.

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I Fratelli Top e Flop

top e flop

Con l’anno appena iniziato si tirano le somme e in questi giorni l’Ansa ha pubblicato una breve classifica Top e dei Flop che mi ha lasciato, cosi, tecnologicamente perplesso.
L’articolo cita i successi tecnologici dell’anno duemilaequindici e tra questi segnalo:

Realtà virtuale, realtà aumentata. Da Samsung a Google, stanno arrivando a valanga una serie di visori che permettono di sperimentare un arricchimento della percezione sensoriale. Il più innovativo è Hololens di Microsoft. Non è ancora sul mercato ma consente di interagire, nel tempo libero e sul lavoro, con gli ologrammi. In futuro, ad esempio, il nostro interlocutore su Skype si potrebbe ‘materializzare’ come accade in Star Wars.

…”stanno arrivando a valanga”…
Se non sono presenti sul mercato, tecnicamente non è ancora valutarli e testare la bontà della periferica. Fermo restando che rimangono accrocchi molto interessanti, più che dare un :”arricchimento della percezione sensoriale”  immergono a fino al livello “rincoglionimento” in mondi virtuali. Ovviamente verranno usati principalmente per giocare, il resto chissenefrega.
Aspettiamo che escano, prima di lanciarci in facili entusiasmi.

Auto senza pilota. Sono il futuro della mobilità. Ha iniziato Google, poi sono scesi in pista molti big dell’hi-tech, da Samsung alla cinese Baidu e pare anche Apple. E l’industria automobilistica tradizionale è in pieno fermento.

In questo caso si parla di prototipi, funzionanti però rimangono comunque prototipi. Nel 2015 non ho ancora visto circolare un’auto senza pilota. O almeno una l’ho vista collidere contro un muro, provocando un allegro crack; era l’auto di uno sbadato guidatore che, dopo averla parcheggiata, non aveva inserito il freno a mano.


Successivamente, l’articolo elenca i fallimenti dell’anno trascorso, alcuni di questi però, non li ritengo esattamente dei Flop.
Ad esempio:

Twitter. Utenti al palo e bilanci non brillanti. In attesa che si vedano gli effetti del cambio di Ceo (in sella ora c’è Jack Dorsey, uno dei fondatori) il microblog cerca di risollevarsi copiando esteticamente altri social network come Facebook e Instagram

La frase, “Il Microblog cerca di risollevarsi copiando altri social network” provoca ancora più dubbi sull’identità di Twitter, sempre più confusa; E’ un microblog sociale? un socialmicroblog? un Blognetworksocial? o un portale sociale con le donne nude che bloggano? Rimarrà per sempre un mistero.
Twitter conta 320 milioni di utenti attivi, 4300 dipendenti in tutto il mondo, 1 Miliardo di visite. Se questo è un flop, allora siamo tutti spacciati.

‘Nudi’ sul web. Dall’attacco hacker all’Apple Store a quello al sito per ‘fedifraghi’ Ashley Madison è stato l’anno delle grandi violazioni di dati. Secondo il Rapporto Clusit, solo nei primi sei mesi del 2015 l’aumento del cybercrime si è attestato al 30%. Tra i virus emergenti il cryptolocker che si impossessa di documenti e chiede un riscatto per restituirli.

Se contiamo tutti gli attacchi Hacker che avvengono ogni anno, dovremo inserire costantemente questa evenienza in ogni classifica annuale. Piaghe simili non sono facili da ostacolare e, chi più e chi meno, può essere colpito, specialmente oggi che sempre più soldi transitano attraverso il web. I virus informatici sono un problema quotidiano oramai da anni; che poi diventino sempre più complessi fa parte di un processo naturale di evoluzione che, specialmente nell’informatica, è accelerato cento volte rispetto a quello di madre natura.
Ashley Medison, dopo la violazione di dati e di password, continua bellamente a lucrare ancora oggi grazie a 43.645.000 anonimi ‘fedifraghi’.

Bitcoin. La moneta virtuale che nel 2009 è arrivata a sforare quota 1000 dollari, non si è rivelata la rivoluzione nei pagamenti auspicata. E di recente, la stampa americana, ha adombrato il sospetto che l’Isis usi un conto Bitcoin per spostare fondi e finanziarie le proprie attività.

Non sono un esperto della moneta virtuale però Il fatto che abbia raggiunto la quota di 1000 dollari (sperando che la fonte sia attendibile) non è necessariamente un male, specialmente per chi possiede la valuta nel proprio portafoglio. Il discorso comunque è molto complesso ed è impossibile sintetizzarlo in qualche riga di testo, dove tra l’altro è presente anche la parola Isis.

Film su Steve Jobs. Tanto atteso, si è rivelato un flop al botteghino Usa. Dopo appena 5 settimane di programmazione è stato eliminato da oltre 2 mila sale. Secondo i dati di Box Office Mojo ha incassato solo 16,7 milioni di dollari, una cifra che Apple guadagna in 38 minuti.

Perché inserire un film in un simile contesto? Ovvio, perché si parla di Steve Jobs.
Fermo restando che una pellicola che fa il tonfo non è esattamente un prodotto tecnologico (almeno da 100 anni a questa parte), evidentemente la storia del Messia dell’Apple interessa a pochi e cinematograficamente non funziona. Con un accanimento senza rispetto, l’immagine di Steve Jobs viene continuamente tirata in ballo dai media, spesso per criticare o commentare tecnologie che continuano a ideare e produrre i vivi.
No, non è nostalgia, è nevrosi incurabile.

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Il Labirinto di Lucas.


vlcsnap-00064Se buttiamo uno sguardo nel passato possiamo scoprire che lo stesso George Lucas, famoso più che altro per aver dato al mondo una nuova mitologia barra religione (e l’immortalità a Harrison Ford), è riuscito a portare al cinema dei soggetti che nessun’altro cineasta con un briciolo di spirito imprenditoriale, avrebbe avuto il coraggio anche solo di finanziare. Labyrinth datato 1986, ad esempio, è un figlio non riconosciuto di Alice nel Paese delle Meraviglie e il Mago di Oz che vacilla tra un film per ragazzi e un film per quasi tutti; drammatico, dark e fantastico senza mai inoltrarsi in profondità dentro un genere in particolare. E’ inedito, alcune volte volutamente grottesco e contiene personaggi criptici, con la perversione dell’indovinello. Decisamente di alto livello la colonna sonora che David Bowe firma con un personale e deciso contributo.
Ecco quindi alcune pseudo curiosità di questo pseudo fantasy labirintico, che potrebbero non interessarvi:


vlcsnap-00065Il Barbagianni che svolazza nella presentazione e in un alcune scene del film è una delle prime creature, comparse al cinema, create e animate completamente al computer. Per il 1986 era un grande passo avanti nell’animazione. Alle persone normali non potrà dire nulla, perché questo particolare ha infiammato l’animo dei Nerds dell’epoca, accendendo la speranza che i loro computer a casa dotati di un hardware allora limitatissimo, potessero un giorno anche loro avere la potenza di calcolo capace di renderizzare un Barbagianni e chissà cos’altro.
Effettivamente, al giorno d’oggi, siamo in possesso di potenti calcolatori che usiamo per scrivere cazzate su Facebook.


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Più che un dedalo come siamo abituati a ricordarlo, il Labirinto è mondo alternativo dove ogni angolo è un posto diverso e continua a evolversi presentando ambientazioni diverse, trabocchetti, enigmi, piastrelle che si muovono, trappole e nemici. L’autore sembra aver preso l’idea da un gioco da Tavolo:

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Nelle prime scene Sarah, uno dei primi amori dei spettatori adolescenti dell’epoca, sembra una asociale che recita, solitaria nel parco, un ruolo immaginario di una ragazza imprigionata di cui tenta di liberarsi di una figura malvagia. Più avanti scopriamo che alla ragazza piace molto la letteratura Fantasy e che, in realtà, le sue performance solitarie sono le prove per una sorta di gioco di ruolo dal vivo, ispirate a un libro chiamato proprio:”The Labirinth”.
Questo dettaglio cambia eleva il suo ruolo da Ragazza asociale a Ragazza asociale incredibilmente Nerd.


vlcsnap-00356vlcsnap-00068Gogol compare per la prima volta mentre piscia dentro uno specchio d’acqua ed è un nano/gnomo a cui piace è uccidere le Fatine con il DDT. Per animare il suo volto robotico servivano sei persone armate di telecomando remoto; cinque controllavano i connotati mentre uno pilotava il droide protocollare che serviva a portare le vivande a Jim Henson.


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Il Re di Goblin Jareth è il personaggio più carismatico del film; possiede un aspetto cool anche se effeminato, una capigliatura divina e le movenze eleganti e impeccabili mentre vortica le biglie di vetro.
Bowie in realtà non è un giocoliere e in una intervista dell’epoca su Mtv, avrebbe affermato:”Non sono solito toccare palle artificiali. Non frequento gente cosi vecchia”
Infatti, un giocoliere tale Michael Moschencon un trucco di prospettiva ruota le sfere spalle di Bowie facendolo sembrare ancora più cool, anche non era necessario.


vlcsnap-00076La scena dei Pupazzi smontabili è l’esempio evidente di come Non utilizzare il Blue Screen in un film. I contorni sporchi dei personaggi grattano con i colori spenti dello sfondo e il rosso acceso dei pupazzi che, cantando e smontandosi, distruggono l’occhio e fondono il cervello. Uno dei Fail più clamorosi della Industrial Light & Magic. Se il film otteneva il successo e la diffusione di Guerre Stellari, probabilmente Lucas avrebbe rigirato la scena, alla centesima versione dell’Home Video, sostituendo ogni elemento con la CGI, compresa la Connelly adolescente. Le cose purtroppo sono andate diversamente e il film, con un Budget di ben 27 milioni di dollari ha avuto un incasso di soli 11.6 milioni.
E’ già tanto vedere Labyrinth trasmesso nei canali di televendite, nelle ore notturne.


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Nella versione Italiana molti pupazzi del labirinto subiscono un doppiaggio con alcune inflessioni dialettali. I guardiani nella foto, ad esempio, hanno una parlantina partenopea che potrebbe far sospettare che l’intero labirinto, nella realtà, sia una paese sperduto dell’entroterra della Campagna.


vlcsnap-00357In questa scena un simpatico effetto di prospettiva compare, tra i contorni di alcune rocce, il volto di David Bowie. Sembra che la produzione voglia vantarsi di avere tra i suoi attori una rockstar leggendaria che ha vinto Grammy e Golden Glober ha collaborato di Freddy Mercury, Iggy Pop, I Rolling Stone e che in questo film canta assieme a dei pupazzi.
In realtà il volto di Jareth compare in sette scene diverse del film, anche se non sono riuscito mai a scoprirle tutte.


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Il Videogioco di Labyrinth per Commodore 64 (dell’indimenticabile Lucasarts classe 1988) iniziava come avventura testuale (sembra sia stata un’idea di quel simpaticone di Douglas Adams) in cui si doveva entrare in un cinema che proiettava Labyrinth, prima di interagire nel gioco vero e proprio; Un’avventura grafica in terza persona (alla Maniac Mansion tanto per capirci)
Una scelta infelice soprattutto per noi giovani dell’epoca totalmente ignoranti verso l’Inglese, quindi provavamo frasi a cazzo senza successo per entrare al cuore del gioco, che ho visto recentemente solo su Youtube.
Per questa discutibile idea la Lucasarts si è fatta perdonare successivamente grazie a titoli come:”The Segret of Monkey Island”, “Sam & Max” e tante altre avventure indimenticabili.


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Come è successo con Guerre Stellari e altri film che è impossibile elencare tutti, alcuni nomi dei personaggi del Labirinto hanno subito una leggera modifica durante la traduzione per esigenze pratiche o di pronuncia.
E cosi che il gigante peloso “Ludo” (immagine) in italia è conosciuto come Bubo, il nano rugoso goblinoide “Hoggle” è stato cambiato in Gogol e George Lucas è diventato Giorgio Jar Jar.

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La Gioia di Dipingere.

 

 

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Ho sempre visto il sorridente viso di Bob Ross davanti a una tela, navigando nei posti dove abitualmente errabondo e non mi sono mai interessato alla sua storia o a quello che ha fatto, essendo scomparso nel 1995. Un giorno mi capita di vedere la maratona a lui dedicata su Twich Tv (piuttosto che guardare ragazzini armati di cuffia che inveiscono contro la telecamera) delle sue puntate del suo Tutorial Televisivo con cui è diventato famoso in America:”The Joy of Painting”.
Qualsiasi spettatore osservando questi video (Nel suo Canale sono presenti ore e ore di tutorial), anche il più insensibile all’arte è in grado di percepire la spontaneità con cui viene eseguita un opera. La tela vuota si vivacizza di colori in pochi minuti e dopo qualche pennellata magica, diventa uno scenario evocativo, dedicato completamente a madre natura. Con la stessa bravura con cui dipinge alberi e montagne, Bob Ross riesce a trasmettere la sua passione per la pittura, condividendo insegnamenti adatti a chiunque, perché tutti possiamo dipingere; Ross non faceva che ripeterlo essendone pienamente convinto.
Il suo modo di parlare calmo e il tono della sua voce tranquillante non sono solo in grado di spiegare come dipingere un albero felice, riescono a andare oltre, emanando uno status di benessere che solo una persona illuminata è in grado di fare. Andrà tutto bene e il quadro comunque nascerà perfetto. Non è tanto importante che impariate a disegnare o cosa disegnare, l’importante è che ci avviciniamo all’arte, questo era la filosofia di ogni puntata.
Senza aver indagato sul suo passato, penso di aver capito che Bob è stato un uomo che aveva trovato il suo equilibrio nell’arte e legato fortemente alla natura che ricreava continuamente con spensieratezza, consapevole che una simile piacere bisognava condividerlo con tutti.
L’arte stessa era il motore che lo muoveva e questa energia è impressa per sempre, nei suoi Tutorial che, oggi grazie a Internet, continuano a essere molto seguiti.
Guardando Joy of Painting non ho potuto desiderare di incontrare, almeno una volta nella vita un maestro simile a Bob, in grado di insegnare un’arte senza tecnicismi o complesse descrizioni. Capace di ricordarci che ogni gesto che facciamo è facile, se fatto con gioia e che non esistono errori ma solo incidenti felici a cui si può sempre rimediare.

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Lucca Crowd and Games

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Ogni fine Ottobre, cascasse l’universo, raggiungo il comune Toscano per vivere e guardare una delle manifestazioni più importanti, a livello europeo, di fumetti, giochi di ruolo e cosplay. Incastonata in un incantevole centro storico, Lucca Comics and Games fa parte di uno di quei eventi che un buon Nerd e soprattutto un Cosplayer (meglio ancora se Cosplayer Nerd) non può perdersi durante il corso dell’anno.
Purtroppo il giorno è composto da solamente ventiquattro ore e, chi non ha la possibilità di trattenersi per più di una giornata riuscirà a vedere ben poco, oppure quasi tutto, però velocemente.
Ho visto crescere la manifestazione nel corso degli anni e da un anfratto di tendoni circondato da parcheggi sorvegliati dagli Zingari è diventata La Manifestazione che oggi riesce a strappare più di 220 mila biglietti, battendo ogni volta il record dell’anno precedente.
L’atmosfera di questo spettacolo è idilliaca, figuranti vestiti da ogni personaggio immaginario sfilano silenziosi in giro per le vie e non c’è limite alla fantasia in cui attingono, mentre ogni Stand e ogni anfratto del centro storico viene letteralmente invaso da folle di curiosi, visitatori abitudinari, artisti, personaggi non giocanti che passano.
L’unico problema di Lucca Comics in effetti è proprio questo; la folla, crescente, instabile, che sembra ogni anno più numerosa e che si traduce in code, una processione di devoti che si accalcano per fare ogni cosa; per comprare i biglietti, fotografare i Cosplayer, videogiocare a un titolo di breve uscita, mangiare un pasto ultraveloce, entrare in uno stand dal richiamo altisonante (quest’anno la Disney ha creduto molto nella sua nuova creaturina Lucasiana). Inevitabile sacrificio da pagare per avere successo.
Ogni anno mi pongo un paio di domande, la prima se la saranno chiesta un po tutti:”Esistono veramente cosi tante persone interessate ai fumetti?”
Forse si, anche se credo che se una manifestazione simile sta continuando a avere successo sia merito soprattutto dell’organizzazione, in questo caso da prendere come esempio, quindi dell’entusiasmo in cui risponde il pubblico. Lucca Comics si merita tutti i numeri che sta facendo ma da visitatore abituale non riuscirò mai a abituarmi al bagno di folla. Magari sarò io che vivo e lavoro lontano dal caos e non sono abituato a fare code.
L’unico modo di vivere l’evento come errante spettatore è soggiornare più di un giorno (tre è l’ideale) prenotando con un anno di anticipo l’albergo più vicino, buttare giù un percorso con gli interessi da seguire, evitare di portare tutto il contante che avete in banca per evitare che venga trasformato in ninnoli e pupazzetti colorati e quindi godersi, semplicemente, i cosplay che incontrate per la strada.
In una giornata a disposizione, invece, dobbiamo solamente sopravvivere.
La seconda domanda abituale e autoindotta è:”Siamo sicuri che non ci sia il modo per rendere più vivibile Lucca Comics and Games?”
Spero che, in futuro, si possa trovare una risposta.

Nel frattempo aspetto il prossimo anno.

welcome to 2015

Welcome to 2015!

welcome to 2015

Sapevate che il 21 Ottobre 2015 corrisponde alla data in cui Doc e Martin raggiungono il futuro nel film:”Ritorno al Futuro parte 2″ ?.
Si?.
Certo che si; ne hanno parlato i media, molte riviste online i portali di fantascienza e persino chi all’argomento non si è mai interessato prima.  Facebook e Twitter sono stati invasi con miliardi di immagini simili a questa:

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E’ stata, più che altro, una caccia  per trovare le invenzioni del film che nel nostro 2015 non abbiamo ancora, come la classica auto volanti alimentate a spazzatura o lo sfornapizze istantaneo. E’ un confronto che può venire spontaneo a chiunque, come chiudere gli occhi durante uno starnuto. La pellicola non ha mai avuto la volontà di voler predire esattamente e scientificamente il futuro; il suo scopo è quello di intrattenere e lanciare qualche provocazione legata all’antica lezione che, benché passi il tempo e arrivino nuove tecnologie, gli eventi continuano inevitabilmente a ripetersi. D’altronde che divertimento ci sarebbe nel vedere dei passanti con lo sguardo fisso sul cellulare, parcheggi selvaggi, comitive che si fotografano con il bastone dei Selfie? Martin avrebbe avuto difficoltà a trovare un negozio di roba vintage, specialmente in questi tempi, che hanno difficoltà a sopravvivere i negozi di oggetti moderni.
A differenza dei fiumi di font buttati per confronti tra inventato e vero, voglio criticare un lato della storia che non ho mai digerito.
Non ho niente contro Ritorno al futuro, è una indimenticabile trilogia che si fa sempre guardare e non soffre degli schiaffi del tempo. E’ un racconto amabile, tra la fantascienza e la commedia con spunti geniali e colpi di scena deliziosi. Come ogni film che tratta i viaggi del tempo è pieno di paradossi e interrogativi che difficilmente potranno essere risolti, anche se non influiscono sulla sua qualità (Infatti mi sono sempre chiesto come possa Martin, viaggiando nel futuro, incontrare se stesso).
Eppure nessun paradosso e nessuna assurdità supera la trovata con cui è stata terminata la trilogia. Che Doc sia uno scienziato eccezionale si capisce nel primo capitolo grazie alla creazione del flusso canalizzatore, che permette i viaggi nel tempo e viene incastonato nel lato passeggero della Delorean. Diversamente credo che costruire nell’anno domini 1885 (…mentre si allevano due figli…) una LOCOMOTIVA VOLANTE, alimentata non si sa come e in grado di viaggiare nel tempo, sia una capacità che esula da qualsiasi dote umana e aliena. E pensare che Doc voleva distruggere per sempre la Macchina del tempo.
Vederla apparire per la prima volta, al cinema, ha fatto uscire in me un silenzioso:”Che minchiata!” convincendomi anche nelle visioni successive, che quella locomotiva non sia altro che una troncatura frettolosa dell’intera trilogia. Se proprio vogliamo essere pignoli, rovina anche quel senso di:”Ok è fantascienza però potrebbe accadere veramente un giorno” che possiede ogni episodio, facendo crollare quell’atmosfera che vedeva Martin intrappolato per sempre in epoche diverse, per mancanza di plutonio, quando bastava aspettare che Doc costruisse una cazzo di LOCOMOTIVA VOLANTE.
Se ci è riuscito nel 1885, poteva farlo anche nel 1955.

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“Dai non è cosi assurdo” – Direte voi saccenti lettori:”Doc nei suoi viaggi spaziali ha assimilato la tecnologia del futuro e quindi l’ha applicata per la costruzione della Locomotiva.”
Conoscere una tecnologia, in ogni dettaglio, non vuol dire essere in grado di riprodurla interamente in un’epoca in cui non esistevano molte materie prime e ricordo che Doc non ha modo di intervenire nella componentistica della De Lorian, perché quella dell’episodio 3 è distrutta nel 1985, mentre quella dell’episodio 2 è chiusa dentro una caverna in attesa del Martin del futuro, rimasto nel 1955 per la seconda volta (proprio un gran bel casino paradossale). Infatti l’unica cosa che riesce a costruire Doc Westrern, con la sua mente geniale è un macchinario in grado di fare UN Cubetto di ghiaccio:
vlcsnap-00347Dal cubetto di ghiaccio a una Locomotiva spazio temporale, volante, c’è un abisso tecnologico.
L’assurdità di quella scena si associa al pensiero che un’allegra famiglia spazio temporale se la viaggia per il mondo a bordo di un treno volante.

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Neanche fosse Galaxy Express 999 (che si faticava a digerire quando eravamo piccoli)

A questo punto Voi lettori potreste anche dire:”La fai facile criticare un film, prova tu a inventare un finale adatto!”.
Di alternative ne ho diverse in mente:

1: Martin tornato nel presente con la ragazza e una De Lorean sbriciolata, incontra il pro pro pro … (calcolate voi il numero dei Pro adeguati) nipote di Doc, con l’aspetto di Christopher Lloyd però con i capelli neri, che lo accoglie a braccia aperte. Grazie a un passa parola di generazione in generazione è stato in grado di prevedere il suo arrivo e dopo una breve storia della sua famiglia si prospetta un’amicizia con Martin simile a quella con Doc. Ok non è spettacolare come vedere un pezzo di ferro di qualche tonnellata che vola, però ha il gusto di un cerchio che si chiude.

2: Martin tornato nel presente scopre che tutta Hill Valley è molto diversa. Una piccola silicon valley, devota alla tecnologie più moderne, influenzata dagli studi e dalle invenzioni di Doc del 1885 e dei suoi successivi parenti. Una statua dello scienziato, troneggia sulla piazza al posto della torre dell’orologio, con un parafulmine sulla testa.

4: Dai binari, invece della locomotiva di Doc, arriva un treno guidato da Micheal Jackson che ammiccando alla telecamera, dopo un sorrisetto esclama:”Bevete Pepsi!”
Urletto.
Titoli di coda.

Nulla al mondo mi farà cambiare l’odio che ho provato e che provo per quella locomotiva volante, esattamente come nulla al mondo mi farà mai cambiare l’affetto che provo per questa trilogia e non è giusto ricordarla solamente il 21 Ottobre 2015. Ogni tanto bisognerebbe rivederla.

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