Le Previsioni di Tezuka.

“Capitan Jet è un ragazzo robot
con dei sentimenti umani proprio come noi,
sembra fragile perooooooooooò
quanta forza haaAaaAaa”

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Sulle note di questa malinconica sigla inizia un cartone animato che le nuove generazioni sicuramente non conosceranno ma che può benissimo entrare nella sezione dei Classici Antenati dei Moderni Anime: Jetter Mars. Volato in italia con il nome di Capitan Jet.
La serie è nata nel 1977 scritta e disegnata da Osamu Tezuka, prolifico autore soprannominato:” Il padre dei Manga” o anche:”Dio dei Manga”.  E’ grazie a lui se oggi i personaggi nipponici disegnati hanno occhi giganti, che occupano il 90% del volto. Osamu si è ispirato a Topolino della Disney, essendone un ammiratore dichiarato. La Disney contraccambierà questa stima, qualche anno dopo, plagiando una delle sue opere:”Kimba il Leone Bianco”, però questa è un’altra storia e sicuramente la troverete approfondita, cercando nella grande rete.

La storia inizia come una fiaba, descrivendo una breve panoramica dell’umanità e del suo progresso tecnologico:
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“Tanto tempo fa, quando i vostri bimbi erano bimbi come voi, il progresso camminava ancora passi molto lenti, poi naquero i vostri genitori e improvvisamente l’uomo fu affascinato dal futuro e cominciò a correre, perchè voleva raggiungerlo a tutti i costi, per fortuna che c’era ancora qualcuno che preferiva andare a piedi. Infine, solo poco tempo fa siete nati voi, il futuro però continua a correrci davanti riservandoci ogni giorno, tante nuove sorprese e non è assurdo pensare che tra non molto, i robot non saranno soltanto giocattoli ma persone quasi come noi. Questa storia si svolge nel 2015″
vlcsnap-00234Si avete capito bene, Jetter Mars è ambientato nell’anno in corso, questo è il motivo per cui mi sono preso la briga di rivedere il cartone e paragonarlo con il nostro oggi. Ho notato molte previsioni sbagliate alcune corrette analizzando la prima puntata, l’unica che ho avuto modo di avere.
Si inizia con un classico nelle opere di fantascienza.:
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L’auto Volante: Sbagliatissima
In questo caso Auto lievitante autopilotata. Per la macchina che si giuda da sola, a quanto pare, ci vorrà ancora qualche annetto. Per l’auto volante o lievitante non c’è nulla da fare, siamo ancora nella fantascienza pura e rimarrà tale ancora tanto tempo e chissà quanti altre opere di fantasia continueranno a prevederle. La devono finire di associare il futuro alle auto volanti! E’ pura utopia solo pensare un traffico di milioni di auto volanti, quando ai giorni molti autisti non usano neanche la freccia per svoltare.
Se invece ipotizziamo un’auto-volante-autopilotata allora le cose sembrano più promettenti però decisamente più fantascientifiche.

I Robot: Quasi sbagliatissima.
Automi dalla forza prodigiosa, in grado di volare. Anche se negli ultimi anni sono stati compiuti progressi enormi nello sviluppo dei robot, dal campo bellico al campo medico, comunque i Robot più popolari sono giocattoli a pila, dotati di una ricca gamma di funzioni programmabili, che i genitori comprano ai figli perché non sono riusciti a trovare per Natale, la Playstation 4.
Al momento non si segnala la presenza di automi giganti che spaccano i palazzi con un pugno.

vlcsnap-00237La costruzione del Robot: Sbagliatissima di brutto.
Capitan Jet prende vita configurato correttamente con pochi passaggi, montato da altri robot, attivato senza procedure complesse. Nasce con la personalità di bambino vivace e curioso, senza sistema operativo e senza un procedimento di installazione. Nel mio 2015 se cambi un componente al tuo pc, smadonni un’ora prima di reinstallare skype e tornare a dialogare con l’amante russa. Per non parlare di quando compri un qualsiasi pezzo d’hardware, che appena torni a casa e lo colleghi alla rete, si aggiorna per un tempo infinito.

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Intelligenza artificiale: Ancora lontanissima però ci stiamo lavorando.
Capitan Jet è un robot senziente in grado di dialogare e interagire con l’uomo con naturalezza. Non si parla ne di algoritmi, logaritmi e neanche di un cervello positronico. Si comporta in questo modo per via del suo corpo da bambino e dei suoi enormi occhi dolci. Prova emozioni, ride, scherza e si comporta esattamente come un essere umano, senza farsi tutte quelle seghe mentali che patisce Data in Star Trek: Next Generation. Per quanto riguarda il nostro 2015, l’intelligenza artificiale più avanzata è implementata in quei banner pubblicitari su internet, che vi segnalano tutte le prostitute nel vostro paese di residenza da 100 anime, pronte per fare sesso con voi.
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I libri cartacei: Azzeccata
Nonostante sia un Robot all’avanguardia, Jetter Mars studia ancora su un libro di carta, invece di essere programmato, tanto per fare un esempio, con un cavetto Usb. Niente di strano, anche nel nostro 2015 i libri di carta esistono ancora e chissà fino a quando resisteranno sul mercato, prima di essere soppiantati dai più comodi e contestati Ebook. Argomento che ho approfondito in questo blog.

vlcsnap-00240Cioè, niente da strano in questa immagine, cioè, è solo per segnalare il dire quanto sia doppiata male, cioè, la ragazza vestita di viola, cioè, quella accompagna gli ospiti, cioè. Che storia!

vlcsnap-00241Stanza Antigravità: Lontanissima.
A un certo punto del cartone, i protagonisti dialogano sul destino di Jetter Mars, all’interno di una stanza priva di gravità. Per quale motivo? per rendere divertente una diatriba sulla morale robotica noiosa. Un buon motivo per dotare tutte le scuole di aulee antigravitazionali e quindi aumentare l’attenzione degli alunni per la lezione, diffusa a gambe all’aria. In ogni caso per stare in assenza di gravità nel 2015 attuale, bisogna prendere un razzo, fargli il pieno di benzina e spararlo fuori dall’orbita terrestre.
Per avere la sensazione di leggerezza, basta semplicemente fumare dei prodotti comprati in giro, da certe persone dall’atteggiamento schivo.

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La stanza dei bottoni: Sbagliata e inutile.
Esempio del futuro visto con gli occhi di un’artista del passato; robot all’avanguardia, città avanzate però monitor e console di comando con un look anni 60. Poi cosa serviranno tutte quelle luci e quei pannelli, quando i robot in Jetter Mars sono in grado di autogestirsi senza nessun stimolo remoto, non è chiaro.
Nei giorni nostri le postazioni di comando le usiamo cosi:
cockpit6 (2)

Per giocare…vlcsnap-00242

Isola artificiale galleggiante: Eh?
Se diamo un’occhiata a Google Map e analizziamo tutto il pianeta con cura, temo che sarà difficile individuare un’isola artificiale, galleggiante, con tanto di palazzi, strade e autostrade presente in Jetter Mars. Un’opera di svariati gigamiliardi con chissà con quale impatto per l’esodo delle rondini, ogni anno sempre più indecise su dove andare in vacanza.

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Saldatura Robotica a carezza: Sbagliata.
Miri, il robot-ragazza-a-cosce-nude costruito dal Dottor Kauashimo (Eustacchio per la traduzione libertina italiana) è in grado di riparare una falla su una parete di acciaio, accarezzandola con una mano. Il caso più lampante di come non sia possibile fare una cosa simile nella nostra epoca, è evidente nell’immagine qui sotto:
Costa-Concordia

 


 

 

vlcsnap-00245Concludendo: Azzeccata, però una valutazione di questa voce è fuori luogo.
A fine puntata non può mancare il tradizionale momento di ilarità per sdrammatizzare gli eventi accaduti e fidelizzare lo spettatore alla serie. La battuta divertente sul finale della prima puntata di Jetter Mars è questa:”Ci sono due persone che si incontrano, una dice all’altra:”Sono diventato vecchio, sono in Andropausa!” e l’altro risponde:”Io invece sono un Androide!”
Hahahahahahaah.

つづく

Io, ho un amico #2

Io, ho un amico che è sempre nervoso.
Non è cattivo, credo sia una specie di nevrosi, però non ho le adeguate conoscenze per diagnosticarlo, vado a occhio. L’ho conosciuto quando eravamo ragazzini, non a scuola perché eravamo in classi diverse. Un pomeriggio lo vedo in paese che mangia un gelato al cioccolato cosi grosso che riusciva a stento a tenere il cono con due mani. Tra una leccata e l’altra digrignava i denti, come se fosse costretto a masticarlo prima di deglutirlo. Era Agosto e c’erano trecento gradi all’ombra. Mi sono avvicinato a lui e gli ho chiesto:”ma…riesci a mangiarlo tutto?”
Lui mi ha risposto:”Certo, che cazzo!”
Siamo diventati subito amici, come sia stato possibile è un mistero che non riesco a spiegarmi. Il giorno dopo abbiamo iniziato a vederci regolarmente, condividendo conoscenze profonde e filosofiche come i cartoni animati, i videogiochi, i fumetti. Una sera conosciamo delle ragazzine, come sia stato possibile è un mistero anche questo, ricordo che eravamo in una gelateria, tanto per cambiare. Erano simpatiche e gioviali, stavamo intavolando quei discorsi superflui che solo i ragazzini sono in grado di fare, girando in tondo su un argomento fragile, senza mai approfondirlo. Una delle due, quella più carina, si mette a parlare con entusiasmo del suo cantante preferito: Don Pieppolo, diventato famoso negli anni ottanta con canzoni popolari, semplici, dai testi stupidi. Il mio amico scatta in piedi urtando il tavolino, era di ferro, nonostante il dolore per l’impatto grida alla ragazza:”AihaAaA! Che cazzo ne capisci di musica?!”
Le tipe perdono la parola e rimangono con gli occhi spalancati, stupite della reazione del mio amico. Per evitare di farle scappare provo a giustificarlo con una battuta spiritosa, per calmare la situazione.
Quindi mi sorridono, si alzano e le vedo allontanarsi il più velocemente possibile, teleportandosi in un altro posto.
La sera dopo andiamo al cinema a vedere un film rumorosi e spettacolari, che fanno spostare gli organi interni per le esplosioni. Prendiamo il posto ottimale per godere al massimo lo spettacolo e quando cala il buio sulla sala, compare la pubblicità. Davanti ai nostri occhi scorrono pannoloni, macchine lucide come palle da bowling, assicurazioni sulla vita che sembrano regalare l’immortalità e il nuovo disco di Don Pieppolo.
A quel punto il mio amico si contorce, come preso da un dolore allo stomaco si alza come una molla, sbraccia forsennatamente con i pugni chiusi e si mette a urlare:”Ma che cazzo di pubblicità fanno sentire in questo cazzo di cinema? Fateci vedere il film di merda!”.
Io affondo nella poltrona il più possibile e poi mi allontano strisciando tipo soldato in trincea, senza farmi vedere dalle file posteriori, con la paura della figura di merda. Dalla corsia centrale arriva un uomo con i baffi e un vestito elegante, si avvicina al mio amico e gli intima, gentilmente, di uscire dalla sala.
Dietro di noi una serie di dita indica anche me, come complice ed esco anche io scortato dall’uomo e una vergogna addosso che mi sono scrostato dopo una ventina di docce. Il film non l’abbiamo più visto, comunque avevo letto qualche recensione negativa, quindi non è andata cosi male.
Più o meno.
Imputavo la rabbia al caldo di quell’estate più feroce del solito, però passavano gli anni e al mio amico non sembrava passare il nervoso. Eppure in famiglia stava bene economicamente e non gli facevano mancare niente, tra i miei amici era quello con più cazzate tecnologiche in cameretta.
Un giorno gli arriva l’auto nuova comprata dal babbo; un piccolo e veloce bolide rosso.Lo vedo guidare sorridente e contento come un bambino sopra un pony. Mentre pensavo:”Guardalo com’è contento finalmente!”, rallenta all’altezza di un parcheggio e frena per fare manovra, un auto dietro di lui lo sperona, piegandogli il parafango lucido, come il resto della carrozzeria.
Lo vedo scendere lentamente con il viso rosso fuoco e le mani ghermire l’aria con isteria. Si avvicina all’auto dietro e questa scappa via senza possibilità di prendergli la targa. Il suo sfogo è stato sentito negli angoli più remoti del pianeta. Alcuni popoli Tribali dall’Africa del sud l’hanno scambiato per un messaggio del loro Dio e sono rimasti un mese genuflessi.
Un giorno ho provato a dirglielo:”Perché sei cosi nervoso?”
Lui non l’ha presa bene:”Cosa cazzo dici? Chi cazzo è nervoso?!”
L’ho lasciato sfogare con pazienza, quindi ho cercato di evitarlo nei periodi dove sembrava più nero.
Tuttavia mi capita l’altra sera di andare a una festa assieme a lui, niente di trasgressivo, solamente una riunione incasinata di conoscenti fancazzisti. Entriamo in casa di questo nostro amico comune, salutiamo tutti e ci mettiamo comodi. Iniziamo a scambiarci battute e convenevoli in una atmosfera scherzosa e spensierata che il padrone di casa, affabile e gentile, arricchisce accendendo il suo impianto da svariati Gigawatt, con le casse sparpagliate per la casa e un Subwoofer in grado di levarti l’aria dai polmoni, fortunatamente tenuto al minimo. Ci rilassiamo con delle dolce note in sottofondo che lievitano dolcemente attorno a noi, circondandoci con gradevolezza. C’è qualche ragazza nel gruppo ma è sposata o fidanzata, non è la serata adatta per cercare una compagna, però era quella giusta per divertirsi.
Le ore scorrono come minuti e sono seduto sul divano a mangiare schifezze e bere anidride carbonica quando dalle casse sgorga la voce di Don Pieppolo.
Sento un grido di una persona che sembra travolto da una carica di elefanti, riconosco la voce e anche la reazione. Mi alzo e vedo il mio amico al centro della saletta che si tappa le orecchie, sofferente e tira un calcio all’amplificatore, che si spegne sfrigolando e catapultandoci nel silenzio. Mentre ogni occhio in sala lo guarda stupefatto, si allontana urlando:”Infilatevi il vostro impianto audio su per il culoOoOOo!”. Da buon amico, faccio finta di non conoscerlo.
C’è un momento di incredulità, poi di ilarità, quindi siamo tornati a chiacchierare e cazzeggiare, senza il mio amico e senza musica. A me non è andata male, ho conosciuto una ragazza che si ricordava di me, mi aveva visto qualche anno fa. Gli ero rimasto impresso perché era la prima volta che aveva visto qualcuno cacciato fuori dal cinema.
L’ho rivisto una settimana dopo, era in piazza che stava bevendo una granita da un bicchiere grande quanto un secchio, mi sono avvicinato e l’ho salutato.
Lui ha digrignato i denti e mi detto:”Quegli stronzi di merda hanno finito il cioccolato!”
Nonostante tutto siamo ancora amici.

 

Signori dei Caduti Vs Anime Oscure

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Lords of The Fallen è un titolo molto vicino a Dark Souls e nonostante cerchi di avere una propria identità, purtroppo non riesce ad allontanarsi da un confronto che sorge spontaneo per i giocatori che hanno provato entrambi i titoli. Considerato che è molto ispirato (anche vicino al plagio) ai titoli della From Soft, ho elencato alcuni dettagli per compararli tra i due “rivali”:

Fabbricatore di Bestemmie: Dark Souls
Portare a termine Lotf sia è una bazzecola, però esistono alcune scelte che lo rendono più accessibile e comodo, rispetto al concorrente. Tipo i checkpoint tra un passaggio di mappa e un altro (che per i fanatici della Serie Demon/Souls la parola Checkpoint è una blasfemia), la possibilità di salvare tutti i punti esperienza (leggi anche anime) nei relativi altari di salvataggio, senza necessariamente passare di livello. Aggiungete anche il fatto che in alcuni punti di alcune mappe non è contemplato cadere nel vuoto, anche quando si cammina sopra un ponte sospeso nel nulla, sembra esserci una sorta di protezione anti-bambino.
Gli scontri risultano comunque impegnativi, specialmente quelli contro i Boss, comunque perdere la vita non è mai una tragedia come farlo in Ds.

Poligoni Ftw: Lords of The Fallen.
Il titolo della CI Games rompe il culo a livello tecnico qualsiasi concorrente della From Software, senza ombra di dubbio. Texture eccellenti, numero di dettagli presente sullo schermo massiccio, un comparto spettacolare di luci e ombre. Anche gli effetti sonori sembrano più convincenti e qualitativamente più chiari. Certo il motore che fa girare tutto non è sempre perfetto e possiede qualche bug, ciò non toglie che graficamente Dark Soul 2 sia qualche generazione indietro al concorrente.

Ma che bel Castello: Dark Souls
Le mappe e le ambientazioni, anche se non hanno tutti quegli effetti di luce e relative figate per gli amatori della grafica, sono migliori nei titoli della From Software. Evocative al punto giusto, con ambienti più estesi e aperti (in Lotf la maggior parte delle volte siete in corridoi) le mappe possiedono percorsi distinti che permettono un orientamento più immediato e non sono spezzettate in più sezioni, generando i Checkpoint di cui sopra, come in Lotf. Nella esplorazione i due titoli si somigliano e più volte bisogna ripercorrere i passaggi iniziali per trovare zone nuove, avendo sbloccato passaggi o porte chiuse.
Solamente che la direzione da seguire in Lotf, il più delle volte è ambigua.

Alle Pugna!: Dark Souls.
La tecnica implementata nei combattimenti di Dark Soul rimane insuperata e benché il giocattolo della Ci Game arrivi molto vicino a emularla (ripeto, siamo vicini al plagio), rimane su un livello soddisfacente, con qualche sbavatura che chissà se correggeranno mai, nelle future patch. Una scelta che mi è piaciuta è aggiungere la tempistica per le combo, dipendentemente dall’arma, se eseguamo la serie di colpi nei tempi giusti, provocheremo un danno maggiore. Il bello è mantenere la stessa cadenza nei combattimenti più impegnativi. 

Sim Sala Bin: Dark Souls.
Non esiste una classe totalmente magica in Lords of The Fallen, quei pochi incantesimi che si possono eseguire sono abilità secondarie sparpagliate nelle nove classi disponibili e migliorabili nel corso del gioco. Tutto quel comparto di magie presenti nei titoli della From Software, Lotf se le sogna. Per mitigare questo gap, esiste un speciale guanto magico utilizzabile da qualsiasi classe, che permette l’utilizzo di tre magie e che scimmiotta con irriverenza il Guanto della Piromanzia di Ds.
Per il resto, se volete della magia, allenatevi nella prestidigitazione.

C’èra una Volta, un paese lontano…: Dark Souls.
In Ds la trama è un mistero che si svela nel corso dell’avventura, non viene mai raccontata da scene di intermezzo e gli Npc si limitano a svelarcene qualche dettaglio, se ne hanno voglia. Non è invadente e sostiene l’ambientazione quanto basta per comprenderla. Invece Lotf ha una impostazione classica da Gioco di Ruolo; interazione con i Npg con scelta multipla nelle risposte dei dialoghi. Inutile; la trama non si può modificare, tanto meno il finale.
La notifica della Quest primaria evidenziata in alto a sinistra sembrerebbe utile, però anche sapere di:“Dirigetevi verso la Landa dell’Allegra Mutanda” senza nessun aiuto su quale direzione intraprendere è più una presa per il culo.

Il mio Teessorroo!: Dark Souls
La classificazione degli oggetti in Lotf, ricorda quella di Diablo, con la qualità suddivisa nei soliti colori dove l’arancione è l’oggetto più raro e potente.
Sicuramente in Dark Soul la varietà di oggetti utilizzabili è maggiore, anche se non starò qui a farvi l’elenco completo. Non si limita solo a pozioni o gemme da incastonare nelle armi o nell’armatura, come avviene in Lords.

Ragazziiii, giochiamo alla Guerraaaaa?: Dark Soul.
Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) in Lords of the Fallen non è presente il multiplayer. Gli scontri con i Boss dovrete vederveli da soli e senza l’aiuto degli amici che vi aiutano a pestare il Boss finale, mente voi state rintanati in un angolo a piangere.

Ciak si gira!: Dark Soul.
Una cosa estremamente importante, in questi action in terza persona è la gestione della telecamera, tipicamente affidata alla levetta analogica destra. Però quando si blocca un bersaglio, l’inquadratura è gestita in modo automatico e mentre il bersaglio è troppo vicino o troppo lontano, potrebbe avere quei simpatici e repentini cambi di angolazione in grado di rendere più difficoltoso il combattimento.
Questo inconveniente è più frequente in Lords, che alcune volte zooma sull’eroe schiantato a terra da una bardata, piuttosto che il nemico imminente, pronto a pestarvi le terga.

Yippe Ya Ye Bastardo!: Lord of the Fallen.
Harkyn il protagonista di Lotf è decisamente più carismatico di qualsiasi eroe che potete creare nei Ds. Oltre a avere un variopinto comparto di armature e vestiti, per renderlo cool, l’uomo mostra una serie di tatuaggi sul volto, tali da donargli la caratterizzazione del:”Cazzuto”. Altro che quell’anima sminchiata e cadaverica che controllate in Ds. In questo caso però, possiamo salutare con la manina la customizzazione dei personaggi che è presente nelle Anime Oscure; è il prezzo da pagare se si vuole un protagonista convincente.


 

E’ evidente quanto i Dark Souls superi nella maggior parte delle voci il titolo della CI Games, comunque sia è sbagliato etichettarlo come una sua brutta copia e accantonarlo. A mio parere andrebbe giocato e supportato, anche solo per incoraggiare i ragazzi del Ci Games nel migliorarsi nel prossimo seguito (annunciato nello scorso Dicembre) contribuendo nell’aggiungere al mercato qualche gioco più impegnativo della solita marea di titoli alla:”Non importa quale tasto premi, tanto è uguale.”.

Le belle favole sentite da qualche parte. (Morale inside)

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Nella valle dove non succedeva mai un cazzo il cielo era sgombro di nuvole e le giornate passavano lentamente. Lassù nel cielo il sole risplendeva in tutta la sua bellezza, tondo e sorridente. La palla di luce attraversava lentamente la volta celeste nel suo normale turno di lavoro, quando accidentalmente incontrò il Vento.
L’Astro intrattenne una piacevole conversazione con la folata d’aria, distraendosi dalla noiosa routine:”Allora? Come va?” – Domandò la sfera di luce.
“Mah non tanto bene, pensavo di andare via per cambiare aria”. – Disse il Vento.
“Beato tu che giri il mondo, a me tocca fare sempre lo stesso tragitto tutti i giorni, da millenni!”
“Almeno tu hai un lavoro! Giro senza pace senza trovare un posto ideale dove stare, anzi la sai una cosa?” – L’aria turbinando descrisse un punto di domanda.
“No, dimmi” – rispose curioso la palla Gialla sorridente.
“Sono giorni che gli uomini piazzano delle enormi ventole in giro per il pianeta, quando le attraverso nel mio pellegrinare, le faccio girare e loro producono energia elettrica; gli uomini mi sfruttano senza venire pagato!”
“Non dirlo a me ” – commentò il Sole – “Quei piccoli bipedi catturano la mia incredibile potenza per scaldare dei pannelli e farsi gratis qualche doccia calda! E’ scattato il business per tutto il pianeta e a me neanche un ringraziamento!”.
“Saranno intelligenti ” – Aggiunse il vento – “però rimangono irrispettosi! A proposito di uomini, guarda la sotto, ce ne uno!” – Il vento, piroettando a spirale, tracciò una freccia verso il basso.
Un uomo stava camminando in un sentiero di montagna, indossava un cappotto pesante per ripararsi dalla fredda giornata invernale. Sembrava diretto al supermercato appena aperto per fare la spesa, o forse stava semplicemente camminando per stare lontano dalla moglie rompicoglioni.
Al Vento gli turbinò un’idea:”Adesso gli faccio uno scherzo, guarda come gli levo il cappotto!”.
“Scommetto che non ci riesci” – provocò il Sole -“Al massimo gli spettini i capelli”
“Ok, scommettiamo!” – affermò la Brezza proiettandosi verso la vittima.
L’uomo venne investito da una raffica che per poco non lo fece cadere, il soffio lo travolse facendogli volare via il cappello. Lo scosse, lo scrollò e lo sollevò da terra, però non riuscì a sfilargli il cappotto che l’uomo teneva saldamente con tutta la sua forza. Dopo qualche minuto le folate finirono e il Vento tornò nel cielo, sconfitto.
“Per mille peti! Non ci sono riuscito!. In ogni caso, scommetto che anche tu non riuscirai a levarglielo, quello è un osso duro!” – sbuffò il vento.
Il Sole prese un bel respiro e cominciò a gonfiarsi tutto, sembrava un testicolo infiammato, la sua potenza aumentò a dismisura assieme alla temperatura esterna; l’inverno si sciolse e divenne primavera, quindi estate nel giro di pochi minuti.
L’uomo sulla strada sentì il cambiamento climatico e dicendo fra se e se:”Lo sapevo io che il cappotto era troppo pesante, quella rompicoglioni me la fatto mettere!” – Si sbottonò e si levò il cappotto, che arrotolò e infilò sottobraccio.
Il Vento non poteva credere ai suoi occhi d’aria:”Porca Bora ci sei riuscito! Come hai fatto?”
Il Sole, non volendo svelare i suoi segreti, rispose solamente:”Questa è bravura, Coglionazzo!”

Morale: Certo che per essere Gennaio fa veramente caldo!

Videoludico Riassunto 2014:

Immagine rubata da un sito inglese più serio del mio.

Trecentosessantacinque giorni sembrano tanti se li contiamo con le dita e riescono a passare velocemente. Qualcuno potrebbe aggiungere:”senza che ce ne accorgiamo” in realtà noi il tempo lo percepiamo benissimo, specialmente le persone con più anni sul groppone, comunque non possiamo ne fermarlo e neanche rallentarlo, quindi perché preoccuparsene?. Discorsi filosofici a parte; Oggi 4 Gennaio 2014, lo sapevo che sbagliavo! Mi correggo: 4 Gennaio 2015, lancio uno sguardo sull’anno passato per fare un riassunto dei titoli giocati, per farne una panoramica confusa e veloce che potrebbe interessare a nessuno.
Partendo per ordine cronologico inizio con:

Assasin Creed: Fatevobis.
Ho smesso di giocare a questa serie quando ho terminato il terzo capitolo, o era il secondo? Non pensate inizi a essere confusa la time line di questi titoli? La mia curiosità rimane per il fatto che, siccome ogni anno bene o male aggiungono un seguito, alle volte due, sono curioso di sapere dove andrà a finire quel contesto storico il giorno in cui la trama si allineerà all’epoca contemporanea. Staremo a vedere.

Castle Doombad (Ios/Android):
Ci sto giocando in questo periodo e nonostante mi sia allontanato dai Tower-defence per scazzo (sono tanti e molti si somigliano) questo mi sta convincendo piacevolmente.  I suoi punti di forza? La semplicità di utilizzo, la velocità con cui si risolvono i livelli e il sistema di upgrade accettabile anche per chi non vuole spendere soldi per risorse in gioco. La grafica, anche se è in due dimensioni, diverte per la caratterizzazione dei personaggi disegnati. Un degno erede di Piante Vs Zombie, riuscito decisamente meglio del suo dispersivo seguito.

Dark Soul II + DLC.
Sequel di un titolo che, a mio modesto parere, rimane tra i pochi esponenti del:”Videogame” inteso, non come molti lo percepiscono, e cioè:”Intrattenimento a cervello spento dove premi il tasto triangolo, ogni tanto”, bensì come: “Impegno progressivo dove impari dai tuoi errori e stai attento a cosa premi e quando lo premi, che non si fanno favoritismi a nessuno”.  Ds2 delude inizialmente il popolo, poi lo soddisfa da ben Tre DLC usciti successivamente, rendendolo ulteriormente impegnativo e lungo. E meno male che la From Software voleva fare: “un gioco completo per una piena esperienza“. Piccolo appunto personale; la presenza dell’anello dell’Anello della Protezione Vitale riparabile a ogni morte, abbassa notevolmente il fattore rischio allontanando l’ansia di girare con centimigliaia di anime in saccoccia. Potrebbe sembrare un vantaggio, in realtà si perde quel senso di pericolo tipica della serie …Soul, che ti rende prudente in ogni momento del gioco.

Diablo III: Reaper of Soul.
Espansione che ha resuscitato il Diavolo dall’end-game che orbitava attorno a un Asta a soldi, francamente remunerativa ma ingiusta. Riportato in carreggiata, Diablo oggi somiglia decisamente di più al precedente (grafica e dinamica a parte, si intende) e continua a solleticare il mio interesse grazie ai continui aggiornamenti. Più che un’espansione, un desiderio avverato di una notte di stelle cadenti.

Goat Simulator:
Potrebbe essere etichettato come:”Cagata pazzesca” in realtà possiede quell’ingegno e quella idea che è in grado strappare una risata a chiunque, anche il più musone tra i videogiocatori. Fare esplodere la capra dentro un distributore di benzina è un’impresa che qualsiasi Gamer dovrebbe aver compiuto, almeno una volta, nella vita.

Hearthstone: Heroes of Warcraft.
Mamma Blizzard non si smentisce mai e sta facendo un lavoro eccellente sul suo primo Card Game. Veloce, additivo e tatticamente intuitivo Hs è un titolo da provare per chiunque possieda un Pc o un Tablet (in questi giorni anche Android), perchè è anche Gratis.
L’ho apprezzato però non è un genere che non mi fa impazzire. Preferisco usare Incantesimi e Skill senza scartarli da un mazzo di carte.

Kingdom Hearth HD 2.5 Remix:
E’ inutile, per giocate a un recente titolo valido della Square, bisogna andare a ritroso nel tempo. Un remake in Hd che non aggiunge niente, o poco, all’originale, che però continua a funzionare dopo cosi tanto tempo. Giocatelo prima che la Disney cominci a aggiungere i personaggi della Marvel, di Guerre Stellari e Indiana Jones.

Legend of Grimrock 2:
La cosa più che ho apprezzato in questo nuovo capitolo è il numero abnorme di enigmi presenti per mappa. Un vero toccasana a chi piace il gioco di ruolo in prima persona con il mondo sezionato a blocchi. Nato con Dungeon Master e perfezionato con questi due giochi della Almost Human.

L’Ombra di Mordor:
Inizialmente diverte, la trama convince, la dinamica è piacevole. Si avanza passando di livello come la moda impone. Talion acquisisce nuovi poteri, migliora quelli che ha già, diventa imbattibile in combattimenti, controlla gli orchi a distanza, cavalca creature enormi, devasta in solo accampamenti di Urik-ai, si intrattiene con i fantasmi raccontandogli le barzellette. Da solo potrebbe sconfiggere Sauron, senza fare tutto quel casino che si vede nella trilogia del Signore degli Anelli.
Divertente e valido, malgrado rimanga qualitativamente sotto agli Assasin Creed, in cui copia le dinamiche e il sistema “free-roaming”.

Lords of The Fallen:
Conosciuto alla Cronaca del settore più per il suo DRM anti-pirateria che per il suo contenuto, questo clone europeo di Dark soul è stato maltrattato ingiustamente dalla critica per i suoi bug e per i Glitch. Personalmente, amando il genere, l’ho trovato un valido titolo che merita di essere portato a termine, dove comunque il comparto grafico fa la pelle a qualsiasi Dark Soul. Certo non è privo  di alcuni enormi difetti di programmazione e serve un pazienza per sopportarli. Aspetto di vedere crescere i Deck13 Interactive per vedere il giorno in cui riusciranno a competere con la From Soft. nella gara a chi fa il:”gioco più stronzo”.

Loadout:
Sparatutto in terza persona online, frenetico e gratis. Non mi metto ora a farne una recensione, basta dire che è un titolo Free to Play e non:”Pay to Win”. Posso confermarlo con orgoglio; anche io nel mio piccolo ho vinto qualche partita con le armi di Default.
Ok non è il caso di festeggiare; era per dire che è un gioco adatto a tutti.

Mario Kart 8:
Se avete la Wii-u e non avete Mario Kart 8, allora che cazzo l’avete comprata a fare?

Shovel Knight:
Titolo vecchia scuola che va oltre il fattore Nostalgia. Divertente e solido, questo vecchio esponente di un’epoca lontana lontana, rimane un delizioso esempio di quanto possa essere ancora valida e avvincente la giocabilità di un platform dal sapor antico. Aggiungete “Enola Gay” in sottofondo e siete negli anni 80.

The Binding of Isaac Rebirth:
Ho già parlato di questo titolo e non posso che confermare quello che ho già scritto; semplicemente IL miglior Indie Game del 2014. Ma che dico, inutile girarci intorno, forse sarò un di parte, però reputo Isaac è uno tra i migliori titoli del 2014. In grado di sopravvivere alla grande nella vostra ludoteca di titoli AAA usa e getta usciti durante l’anno. Un buon risultato per un gioco da 14 euro.

Wildstar:
Mmoooooorpg tanto atteso dal pubblico desideroso di vedere uscire:”l’Antiwow” e provato in Beta con interesse. Nel mese di prova ho avuto modo di metabolizzare i lati buoni e i lati negativi del titolo. Per una eccessiva presenza di dettagli a mio avviso fastidiosi, prima di ogni cosa il combattimento, alla fine non mi ha convinto e la mia voglia di Gioco di Ruolo Massivo Online con tante Cosine da Fare (traduzione italiana di Mmorpg) è stata saziata con la solita espansione di World of Warcraft, che non delude mai.
Per l’anti-wow serve ancora tempo, portate pazienza.

Videogiochi quante cazzate.

Commento con ironia un articolo rimosso da poco dalla prima pagina sul sito dell’Ansa. Descriveva i Videogiochi lanciando dati a caso con nessun approfondimento e senza scomodare qualche esponente del settore, che certo potevano correggere questa panoramica cosi tragica.
La pagina riportava un testo che ho copy&pastato qui sotto, prima della sua rimozione:


“La Wii e altre console e dispositivi per i videogiochi sono tra i regali più desiderati dai bambini a Natale ma attenzione: con un eccessivo utilizzo è in agguato la “Nintendonite”, ‘malattia’ caratterizzata da tutti i sintomi legati a un’infiammazione dei tendini tra cui principalmente dolore e gonfiore al polso, alla mano e al pollice.
Chi possiede una Playstation o un Xbox è salvo e non può contrarla, anche i gamer del Pc stanno da Dio.
Oltre a questo si può andare incontro a problemi articolari causati una postura scorretta prolungata del collo, al rischio di incontinenza, perché i piccoli presi dal gioco scordano di dover andare in bagno e fanno la pipì addosso, e in alcuni casi limite, in cui vi e’ una predisposizione, persino a crisi di epilessia.
Presto! Cara passami il fucile che sparo alla console prima che sia troppo tardi!
A lanciare l’allarme è uno studio olandese pubblicato sull’edizione natalizia del British Medical Journal, dove sono stati revisionati alcuni casi descritti in letteratura di problemi di salute derivanti da un utilizzo senza pause da parte dei ragazzi e degli adulti delle console per il gioco. Gli studiosi sono partiti nella loro analisi da un caso di “epilessia da Nintendo” che ha riguardato a pochi anni dall’introduzione dei primi videogiochi, i Nes, a metà anni Ottanta, una ragazza di 13 anni che aveva già una predisposizione alla malattia e che dopo aver giocato ininterrottamente per tre ore ha sviluppato delle convulsioni.
Basta qualche caso epilettico negli anni 80 per fare scattare l’allarme. Ci siamo abituati ed è un pò come è avvenuto per il virus Ebola .
Poi, a fine anni Novanta, e’ stato il turno di una donna che dopo aver giocato per cinque ore ininterrottamente al “Game Boy” ha sviluppato un’infiammazione al pollice, mentre poco tempo dopo suo figlio, in un altro caso descritto in letteratura, ha presentato i sintomi di “collo da Nintendo”, con forti dolori per aver tenuto in trazione il collo per oltre trenta minuti.

Tralasciando il caso letterario che chissà dove è scritto, con questo scenario potremo trattare i videogiochi con lo stessa metodo per la sicurezza sui lavori pericolosi. Obblighiamo a tutti i giocatori di indossare caschetto protettivo e delle braghe di piombo a norma.
Il British Medical Journal segnala anche quattro casi di ragazzi che, troppo presi dalle avventure di “Super Mario Bros”, si sono dimenticati di andare in bagno, facendosi la pipì addosso e che sono stati catalogati come “incontinenti da Nintendo”.
Adesso capite perché ha messo in commercio console portatili?, cosi si può giocare direttamente in bagno senza il rischio di farsela addosso.
Successivamente, con l’introduzione della Nintendo 64, e’ stata la volta di un altro pericolo che assumeva la forma del joystick, portando soprattutto problemi ai polsi e ai palmi della mano che venivano continuamente strisciati per giocare, tanto che sono stati forniti dei guanti a un milione di giocatori.
Informazione imprecisa e fantasiosa, i guanti a cui fa riferimento l’articolo altro non sono che il powerglove, periferica fallimentare nata per il Nes negli anni 80, diventata famosa per un film poco conosciuto da noi e dimenticata per sempre, almeno sino a questa citazione sbagliata.
Infine, con la moderna Wii e in particolare la versione dedicata allo sport, e’ stata la volta di un caso di distorsione della rotula, una rottura del menisco e due parziali rotture del tendine di Achille, e poi problemi agli occhi (nel caso di un bimbo di sette anni completa cecità per essersi colpito l’occhio con il controller) non è Nintendonite ma Stronzite, e due infarti Malori buttati cosi a casaccio, perchè non aggiungiamo un ragazzo morto schiacciato da un televisore 80 pollici e una ragazza divisa in due dal supporto ottico.
La Nintendo da parte sua avverte i giocatori sulla necessità di fermarsi se si avvertono dolori insoliti, come viene ricordato anche nella ricerca, e gli studiosi, evidenziando che “regali come la Wii rimangono potenzialmente sicuri”, mettono l’accento sui rischi legati all’eccessivo utilizzo, spiegando che per evitare problemi sono necessari frequenti break. (ANSA).”
Per stare sul sicuro regalate a vostro figlio una stecca di sigarette; prima diventano grandi e prima smetteranno di giocare a questo passatempo logorante.Un sentito grazie per il buongusto di Ansa per aver rimosso questo articolo.

Buon natale a tutti gli Incontinendo.

 

10 Anni di Vov

Se dieci anni per una persona sono molti, per un Mmorpg sono secoli. Tenere vivo l’interesse del pubblico verso questi titoli è un’impresa titanica, specialmente in questi tempi dove la concorrenza è numerosa e i giocatori sempre più esigenti. Eppure World of Warcraft è sopravvissuto sino a oggi, la Blizzard è riuscita a tener viva la sua creatura, grazie a una fede incrollabile verso il brand e una costante creatività che lo ha arricchito progressivamente.
Già dai primi giorni di World of Wacraft, diventato per gli affezionati WoW (o vov per qualcuno) è partito con il botto, cambiando per sempre la filosofia dei Mmoprg, che a parte qualche illustre capolavoro come Ultima Online, in que periodo andavano tutti alla deriva, ognuno nella sua direzione. Il primo Mmorpg della Blizzard ha inizialmente avuto un grande successo in America, poi in Europa ridisegnando la forma dei giochi di ruolo online in un formatto che verrà copiato dai concorrenti, nel bene o nel male. E viene copiato ancora oggi.

In Wow la crescita del personaggio non è libera ma vincolata a seguire delle quest, che portano a ricompense e esperienza, anche il sistema dell’equip è qualcosa di nuovo, con una scala di valori ispirata a Diablo II. Semplice e nello stesso tempo divertente, come il sistema di combattimento, che cambia da classe in classe nelle abilità, rendendole diversa l’una dall’altra.
Si inizia a parlare di Theme Park e si punta il dito della libertà di gioco scambiata per una corsa agli armamenti. Comunque il gioco continua a incassare successi, piace al pubblico e anche chi ne parla male, prima o poi, torna a giocarci. L’impegno della Blizzard è inderogabile e prosegue con puntualità, il titolo viene aggiornato aggiungendo sempre più contenuti, quindi esce la prima espansione e, da li in poi, ne uscirà una nuova ogni anno. Wow sembra non invecchiare mai ed è uno dei pochi Mmorpg a venire tradotto in Italiano. Per quanto mi riguarda ho avuto modo di giocarlo sino alla beta nei server USA dedicandoci costantemente due anni, oltre a prendere parte a raid, wipe, istance e riunioni di gilda su Teamspeack, ho avuto modo di conoscere alcune persone in tutta Italia, alcune delle quali con con cui comunico tutt’ora, scambiandoci opinioni o semplici saluti. Può essere una piacevole controindicazione del giocare online. E’ qualche anno che rinnovo l’account solamente con l’avvento di una nuova espansione e, nei due mesi in cui torno a giocare, Wow possiede ancora quella strana magia di intrattenermi, facendo volare via il tempo a velocità luce.
Ritornando in questi giorni dentro Molten Core per i festeggiamenti del decennale, è inevitabile non provare nostalgia per quei tempi, nulla però cambierei di quello che è diventato oggi il gioco. Le migliorie adottate non hanno per nulla snaturato l’anima del gioco; avvicinandolo a tutti e non solo per i super-nerd con il tempo di “raidare” sino a notte fonda. Sono stati tagliati molti tempi morti e resa più snella la rotation delle skill, molte abilità sono state rimosse per alleggerire il carico di icone nell’interfaccia e sono stati aggiunti gli:”Archivment” inutili in termini di giocabilità ma uno stimolo per molti giocatori.
Chi lo gioca oggi non potrà notare le differenze. Vorrei però ricordare, attingendo alle mie memorie, cosa è stato World of Warcraft Vanilla:

Nelle istance (ora tradotte in :”Imprese”) si rinasceva da fantasmi al cimitero della mappa esterna, per ritornare in vita si doveva correre dentro l’entrata dell’istance che, generalmente, era posizionata nel punto più lontano. Non c’erano scorciatoie, tutto a piedi in forma eterea. Hop! hop!


 

I Buff del gruppo avevano un costo in reagenti e bisognava comprarli per castarli su tutto il raid. Duravano 30 minuti. Ora sono gratis e permanenti, senza spese di gold superflue.


 

L’Hunter (cacciatore) doveva comprare le munizioni e le custodirle in una apposita faretra che levava spazio alle borse dell’inventario. Il ladro si doveva comprare i veleni per fare più danno.


 

Per fare Molten Core, l’istance più alta del gioco dove era possibile farsi il Tier 1, c’era solo un modo: Avere la gilda che organizzava il raid a una data precisa, in un ora precisa che iniziava la sera e terminava con il sorgere del sole, arrivando al boss finale se andava male o wippando tutta la notte, se andava male. Organizzare una cosa simile, da soli, spammando nella chat generale in città per cercare quaranta giocatori necessari per farla era una impresa snervante e non ne uscivi comunque sano. Specialmente per il rischio di assoldare giocatori veramente scarsi.


 

Per vestire il personaggio serviva farsi al vomito le stesse tre istance (Scholomance, UBRS, Stratholme), fino al giorno in cui, altri giocatori della classe diversa della tua, smettevano di “ninjarti” la roba, in pratica, prendendola dai Loot (bottino in italico) anche se non potevano usarla. Evenienza fin troppo comune nelle partite con sconosciuti. Anche in questo caso, per organizzare i gruppi per ripulire l’istance o facevi lo strillone nella chat generale per cercare quindici giocatori, oppure la organizzavi di gilda, ma c’era sempre qualcuno che non voleva partecipare.
Gli healer erano quelli che se la tiravano di più.


Una volta organizzato il party, si doveva andare fisicamente al dungeon, senza la possibilità di teletrasportarsi dentro come allora. (c’erano i lock, però servivano tre persone per teleportarne una)


Per entrare in alcune Istance bisognava possedere:”L’Attunement”, ovvero sia una serie di quest di difficoltà, il più delle volte, elevata per averne l’accesso al dungeon. Oggi che basta selezionarlo in una lista e aspettare di entrare. Ovviamente il gioco non ti aiutava nel loro svolgimento, dovevi arrangiarti o rompere le balle agli amici.


Le quest non avevano nessuna indicazione o aiuti, oltre quelle scritte nell’apposita finestra, nella mini-mappa ne dove andare, ne cosa uccidere, per fortuna erano presenti alcuni Addon che facilitavano il tutto. Purtroppo alle volte non bastavano e si era costretti a usare, inizialmente Thotbot, poi successivamente Wowhead.


 

Nell’orda c’era lo Sciamano mentre l’alleanza aveva il Druido. Saranno piovute miliardi di critiche su questa scelta di vincolare una classe alla fazione che, dopo qualche tempo, la Blizzard ha deciso di rendere disponibili per entrambe gli schieramenti, cosi nessun bimbominkia si è più lamentato che l’Orda era più forte perché avevano i totem. Oppure che l’Alleanza spaccava i culi perché aveva il “gatto”.


 

Essendo ancora prima delle Arene o dei Punti Onore, il Pvp veniva fatto all’aria aperta senza tanti scrupoli. Succedeva spesso che personaggi di livello 60 (il cap) maciullassero i poveri novellini di livello 1, senza ricevere ricompense o punti. Lo facevano per soddisfazione personale o perchè semplicemente stronzi. La classe più adatta per farlo era il Rogue, che è riuscita a avere l’invisibilità prima del mago. Può succedere ancora oggi di subire qualche attacco da parte dello schieramento avversario, però vi assicuro, non con la stessa frequenza di quei tempi violenti.